MD Photo

H o m e               P r o f i l o               A p p u n t i               G a l l e r y               L i n k s               I n f o





LA  FOTOGRAFIA  IN  SINTESI
 
Questa prima parte è dedicata a una veloce introduzione sul mondo della fotografia attraverso la conoscenza degli elementi che aiutano a realizzare e migliorare le proprie immagini.
La parola "FOTOGRAFARE" tradotta letteralmente dal greco significa "scrivere con la luce". La luce che si riflette su una scena crea una immagine. Questo e' il principio base !
Ci sono alcuni fattori e soprattutto la combinazione fra loro che è determinante per  la buona riuscita di una immagine.
I fattori principali sono :
 
- Sensibilità (ISO)
- Apertura
- Tempo di esposizione
 
 
SENSIBILITA'  (ISO)
Un valore ISO indica la sensibilità alla luce della pellicola ( in termini analogici) o del fotosensore (in termini digitali).
Più è alto questo valore meno luce è richiesta dalla pellicola ( o dal fotosensore) per essere esposta correttamente. Per esempio a 1600 ISO è richiesta pochissima luce mentre a 25 se ne richiede una quantità di 64 volte maggiore.
 
 
APERTURA
L'apertura è la dimensione del foro nel diaframma dell'obiettivo. Più grande è l'apertura selezionata maggiore sarà la quantità di luce che impressionerà il fotosensore in un determinato tempo di esposizione. I valori di apertura vengono chiamati "stop" o "diaframmi" e vanno mediamente  da f/ 1.4 (molto aperto) a f/ 32 (molto chiuso). Aprendo di un diaframma, da f/8 a f/5.6 per esempio,  l'ampiezza del foro nel diaframma raddoppia e quindi permette al doppio della luce di passare. Chiudendo di un diaframma, da f/16 a f/22, la superficie del foro si dimezza e cosi' pure la luce che impressiona il fotosensore al momento dello scatto.
 
 
TEMPO DI ESPOSIZIONE
Il tempo di esposizione determina la durata di apertura della tendina dell'otturatore nel corpo macchina. Più lungo sarà il tempo di esposizione,più luce raggiungerà il fotosensore a ogni apertura. Come per i diaframmi, ogni variazione della scala raddoppia o dimezza l'esposizione.
 
 
La sapiente combinazione di questi tre elementi deve fornire,per avere una buona immagine,l'esposizione corretta.
Una esposizione è corretta quando la giusta quantità di luce raggiunge il fotosensore, in caso contrario si avranno immagini troppo scure (sottoesposte) o troppo chiare (sovraesposte).
Quando si scatta in automatico la fotocamera non fa altro che combinare questi fattori in modo che ne risulti una immagine accettabile. La Fotografia si fa mooolto più interessante e creativa quando siamo noi stessi a decidere cosa e in che modo vogliamo che l'immagine venga realizzata in base ognuno al suo stile personale o alle situazioni che ci si presentano.
A riguardo un ruolo fondamentale lo svolge la "PdC" ( e cos'è sta roba?). La PdC che significa Profondità di Campo è la "zona di accettabile nitidezza in una fotografia". Praticamente solo il soggetto a fuoco e ogni altro elemento posto alla stessa distanza dall'apparecchio risultera' nitido. Altri elementi della foto posti davanti o dietro il soggetto potranno comunque avere una nitidezza minore ma accettabile. La Profondità di Campo è dettata da alcuni aspetti quali:

- lunghezza focale: la Profondità di Campo da qualsiasi punto di ripresa varia a seconda della focale usata. Per esempio un teleobiettivo produce foto con una ridotta P.d.C. mentre un grandangolo dà una estesa P.d.C.

- distanza dal soggetto: più il soggetto è vicino e minore sarà la profondità di campo che si avrà. In una foto estremamente ravvicinata la zona di accettabile nitidezza si potrà misurare in mm, al contrario se fotografate il profilo lontano di una montagna la profondità di campo sarà grande.

- punto di messa a fuoco: la profondità di campo si estende per circa un terzo davanti al punto di messa a fuoco e per due terzi dietro di esso. Per una buona profondità di campo mettete a fuoco più o meno a un terzo dalla base del fotogramma usando una apertura relativamente piccola.

- apertura di diaframma: con un'ampia apertura si avrà una limitata profondità di campo mentre piccole aperture aumentano la zona di nitidezza accettabile.
 
Il concetto della Profondità di Campo e' basilare e importantissimo,la capacità di controllare in maniera ottimale la profondità di campo è una delle caratteristiche che distinguono il fotografo della domenica da quello vero.
 
Dopo aver visto quali sono gli elementi che compongono l'immagine, dedichiamoci agli strumenti e relativi accessori che permettono di realizzare le nostre immagini a partire ovviamente da quello fondamentale; la fotocamera.
In questo intervento mi limiterò a parlare delle SLR o più comunemente chiamate Reflex, in quanto sicuramente le fotocamere migliori per un controllo totale e creativo delle proprie realizzazioni. Attualmente il mercato dispone di un'ampia scelta di prodotti e anche la "parziale" diminuzione dei prezzi ha aiutato la diffusione di questo tipo di fotocamera. Come dicevo, il punto di forza delle SLR è il controllo totale sulla realizzazione dell'immagine e la possibilita' di sostituire l'obiettivo in base alle esigenze e alle situazioni ottenendo ogni qualvolta il risultato migliore. Acquistare una reflex e scattare in automatico è come avere una Ferrari e girare in prima !!
Le reflex digitali o a pellicola funzionano allo stesso modo, l'evoluzione ha solo aggiunto la comodità di poter vedere subito e a costo zero i propri risultati. Sulla qualità dell'immagine ( analogico vs digitale) molto si è discusso e molto si discuterà, personalmente non mi sento di schierarmi da una parte o dall'altra, penso che la Vera Fotografia vada oltre gli strumenti utilizzati. Essendo "figlio del digitale" la mia analisi riguarderà comunque questo tipo di fotocamere cercando di esporne gli aspetti fondamentali.
Il primo strumento da analizzare è il corpo macchina. La scelta del corpo è importantissima sia al momento dell'acquisto che in futuro in quanto l'eventuale corredo (obiettivi,flash ecc) ci legherà a seguire tale marca (a meno che non si decida di prosciugare ulteriormente il portafogli e cambiare tutto!). Di solito la domanda che affiora per prima è: "...ma quanti megapixel ha?". L'importanza dei megapixel nel mondo reflex è relativa e prettamente legata al formato stampa. L'elevato numero di pixel permette di stampare le proprie immagini in formati grandi (A4-A5)mantenendo la precisione dei dettagli ma nei formati classici (tipo 11x15)è molto difficile distinguere una fotografia scattata con una fotocamera da 4mp oppure 10 mp. Sono ben altre le funzionalità che tendono a favore delle SLR.
Una alta sensibilità (ISO) che permetta di scattare foto anche con scarsa luce, una buona velocità di scatto che permetta agli sportivi di catturare l'attimo giusto, scattare in formato RAW per la massima definizione, una costruzione robusta, comandi pratici, un bel mirino luminoso ecc. Tutto questo però può risultare inutile se affiancamo alla nostra ipertecnologica reflex di ultima generazione quello che in gergo viene chiamato "fondo di bottiglia"o "vetraccio" ; mi sto riferendo all'obiettivo, assoluto e fondamentale protagonista delle nostre immagini. Penso che, tecnicamente parlando (quindi tralasciando la bravura del fotografo), l'obiettivo sia fondamentale al 70 per cento (e forse più) sulla qualità e nitidezza di una foto.
Senza addentrarsi nell'anatomia di un obiettivo e sui concetti di lunghezza focale,angolo di campo ecc.  mi limiterò a descrivere, in termini molto pratici, il legame fra le situazioni che possiamo incontrare e l'uso dell'obiettivo adatto.
Gli obiettivi si dividono fondamentalmente in 6 categorie,vediamo di seguito quando utilizzarli:
 
- FISHEYE (8mm-14mm) : obiettivo usato poco adatto per panoramiche estreme, interni stretti e situazioni simili. Le immagini appaiono deformate perchè le linee orizzontali e verticali curvano verso l'esterno.
- GRANDANGOLO (14mm-35mm) : obiettivo prediletto per paesaggi, edifici, foto di gruppo e situazioni simili.
- STANDARD (35mm-70mm) : obiettivo adatto per le situazioni più comuni. Gli obiettivi standard possono essere utilizzati per sottolineare un particolare di un paesaggio, per ritrarre una persona includendo la figura intera, per i paesaggi urbani, gli interni e situazioni simili.
- TELEOBIETTIVO (70mm-300mm) : obiettivi che consentono di vedere a distanza e di ingrandire la scena. Questi obiettivi sono molto utilizzati in campo naturalistico quando non ci si può avvicinare al soggetto, indispensabili per ritrarre animali selvatici o particolari difficili da raggiungere, utili anche per ritratti in primo piano e situazioni simili.
- ULTRA TELEOBIETTIVO (300mm-1200mm) : veri e propri cannoni! Obiettivi usati di solito in ambito sportivo e situazioni di gara oltre che in campo naturalistico per soggetti particolarmente piccoli e lontani.
- MACRO (55mm-200mm) : obiettivi  fissi che permettono di avvicinarsi molto al soggetto, adatti per fotografare oggetti minuscoli come insetti o monete oltre che per evidenziare particolari di ogni genere.
 
Una volta scelta la fotocamera e il corredo più adatto alle nostre intenzioni ci sono una serie di accessori che potranno essere utili ( o indispensabili) per realizzare le nostre immagini. Un ruolo importante è dedicato al flash, utilissimo in caso di scarsa luce o in macrofotografia anche se personalmente preferisco sempre, se possibile, usare la luce naturale.
Altro accessorio fondamentale è il treppiede che permette di utilizzare tempi lunghi evitando foto mosse ( l' argomento tempi lunghi,foto mosse,uso dei diaframmi ecc sarà accennato più avanti) allegato all'uso del telecomando ( per chi non vuole aspettare l'autoscatto). Una buona scorta di schede di memoria può tornare utile se si parte per un lungo viaggio e un piccolo kit di pulizia per obiettivi e fotocamera completano un corredo base.
 
Se i principi esposti finora sembrano arabo non c'è da preoccuparsi...è normale!! Il sistema migliore per verificare quanto letto è cominciare a scattare. Provare aperture e tempi diversi servirà per capire come lavora la nostra fotocamera in determinate situazioni, confrontare i risultati e prendere un pò di confidenza col nostro apparecchio. Una bella fotografia è un mix di tecnica, colpo d'occhio, creatività, fortuna e qualche trucchetto...queste caratteristiche determinano la bravura del fotografo.
Cominciando dal lato tecnico l'uso dei diaframmi e dei tempi giusti ( = esposizione corretta) produranno immagini d'effetto molto più d'impatto della solita fotografia ricordo. Le reflex moderne hanno di norma due zone di lavoro: la "zona creativa" e la "zona base".
La "zona base" non è altro che una serie di funzioni preimpostate automaticamente in base alle diverse situazioni che si possono incontrare (paesaggi,sport,notturno,ritratti ecc), di norma queste funzioni non permettono modifiche rilevanti da parte del fotografo e quindi, in pratica, si scatta e basta!! Decisamente più interessante è la "zona creativa" che vale la pena analizzare. Di norma le reflex moderne hanno almeno 3-4 impostazioni delle zona creativa che sono individuate dalle sigle "P", "TV", "AV", "M".
Nella modalità "P" la fotocamera sceglie tempi e diaframmi in base alla situazione lasciando all'utente solo la scelta della sensibilità (ISO) e dell'esposizione. Molto più interessanti sono le altre 3 modalità che permettono di avere risultati decisamente più personali e creativi.
Lavorare in "TV" (priorità di tempi) è molto utile quando si vuole "congelare" oppure convertire un soggetto in movimento in una immagine statica. Meno tempo l'otturatore resta aperto, minore è il movimento del soggetto nel fotogramma e più nitido sarà il risultato.
La "leggenda" vuole che mediamente si possa scattare a mano libera con un tempo pari all'escusione focale utilizzata (esempio: escursione=50mm tempo=1/50 sec.); con tempi più lunghi non si riesce a tenere perfettamente ferma la fotocamera e quindi la foto verrà mossa (anche se in alcuni casi l'effetto può essere voluto). I diversi tipi di soggetto (aerei,moto,persone,animali ecc) e soprattutto la loro velocità richiedono tempi diversi in base alle proprie esigenze creative. Si può preferire una moto in piega perfettamente nitida e "congelata", in questo caso bisognerà usare un tempo molto breve (per esempio 1/500 e oltre), oppure leggermente mossa per dare il senso del movimento, in questo caso servirà un tempo più lungo ( per esempio 1/100 o meno). I tempi lunghi creano effetti molto particolari per esempio sulle scie delle auto oppure sul scorrere di un fiume o situazioni analoghe. Per evitare foto mosse con tempi lunghi (e soggetti fermi) è praticamente obbligatorio l'uso del cavalletto oppure di un punto d'appoggio stabile.
Quando invece i nostri soggetti sono statici (oggetti,persone ecc) è preferibile lavorare nella modalità "AV" (priorità di diaframmi).
Qui è fondamentale aver ben capito il concetto di Profondità di Campo in quanto è determinante per riuscire ad avere i risultati sperati.
Un sapiente uso dei diaframmi può regalare ritratti perfetti con uno sfondo indefinito o dettagli nitidi di un paesaggio o di un particolare, basta sapere come e cosa si vuole ottenere. Se per esempio si vuole riprendere un fiore tralasciando l'ambiente circostante si userà un diaframma molto aperto (es. f/2.8 ) in modo che il fiore, o una sua parte, sarà perfettamente nitida e a fuoco mentre il resto dell'immagine sarà sfocata. Al contrario se si vuole avere uno sfondo definito oppure una nitidezza maggiore su tutta l'immagine si userà un diaframma più chiuso. Mediamente una resa ottimale si può avere lavorando, più o meno, da f8 a f11. Diaframmi più aperti sono di solito destinati a ritratti, primi piani, particolari e situazioni simili mentre diaframmi molto chiusi per avere il massimo dettaglio di tutta l'immagine.
Quando avremo preso la giusta confidenza con la nostra fotocamera allora potremo permetterci di lavorare in modalità "M".
Mentre in "TV" e "AV" si scelgono tempi o diaframmi e la fotocamera imposta automaticamente gli altri fattori, in manuale si ha il totale controllo di ogni elemento. Lavorare in manuale richiede una certa esperienza, la fotocamera si limiterà a fornire l'esposizione corrente in base ai valori impostati. La modalità "M" è particolarmente utile nelle situazioni difficili dove la fotocamera può essere ingannata dagli elementi dell'immagine (per esempio neve,sabbia,una fonte luminosa molto forte ecc.) e dare una esposizione non corretta o non adatta alle nostre esigenze. Personalmente non uso molto questa impostazione, se non in casi limite, soprattutto per motivi pratici visto che ogni volta bisogna impostare i valori adatti rischiando magari di veder scappar via il soggetto di giornata. CARPE DIEM !!
 
 
Dopo aver dedicato qualche riga (sintetica!!!) alla tecnica, adesso affronteremo l'altra parte che compone la fotografia ovvero il lato creativo. Il colpo d'occhio, l'inquadratura diversa ecc. a volte fanno la differenza sull'impatto di una fotografia. Ci sono alcune "regole" (che io preferisco chiamare consigli in quanto i grandi nomi hanno puntualmente infranto) molto utili per riuscire a interpetare nel modo migliore le varie situazioni. La più famosa è la "regola dei terzi" che dice che (bello il doppio che!!) dividendo il fotogramma in 9 rettangoli uguali si ottengono dei punti di riferimento dove posizionare gli elementi chiave dell'immagine. In base alle situazioni o ai soggetti che ci si presentano bisogna trovare la chiave di lettura migliore per rendere al massimo quello che stiamo vedendo o vivendo in quel momento. Quando si vuole fare un ritratto è obbligatorio mettere a fuoco sugli occhi del soggetto mentre in un bel paesaggio si avrà un risultato equilibrato collocando la linea dell'orizzonte a un terzo ( o 2/3) del fotogramma.
Sfruttare le cornici naturali (finestre,porte,il profilo di una grotta) aiuta a creare un senso di profondità oltre ad avere un effetto diverso e originale. Il punto di ripresa è fondamentale per rendere una buona fotografia, scattare da varie posizioni può cambiare l'effetto degli elementi sull'immagine, a volte anche inserire qualche ulteriore elemento può aiutare nell'interpretazione della foto.
Gli animali saranno molto più attraenti se ritratti alla loro stessa altezza come in altri casi può essere utile lasciare spazio anche all'ambiente circostante per rendere la situazione più "viva". A volte un semplice riflesso su una pozzanghera o un accostamento particolare di colori (vedi l'autunno) possono regalare immagini strepitose e d'effetto. Tutto questo, e altro ancora, ci circonda tutti i giorni e diventerà spontaneo notarlo quando si avrà sviluppato un certo "occhio fotografico" e un proprio stile personale. A questo punto non resta che provare e MAI accontentarsi del primo scatto. Buon divertimento.

In questi "appunti disordinati" ho voluto riassumere l' ABC della fotografia, per chi volesse approfondire l'argomento mi sento di consigliare i seguenti libri :

- IL NUOVO MANUALE DEL FOTOGRAFO di John Edgecoe (35 euro)
- FOTOGRAFIA DIGITALE di Tom Ang (35 euro)
- CORSO DI FOTOGRAFIA del National Geographic (12 euro)


ALCUNI CONSIGLI...

A tutti sarà capitato di trovarsi in situazioni difficili da decifrare e tentare comunque di ricavarne qualche buon risultato.

A volte errori di valutazione o scarsa conoscenza della "perversa" logica fotografica possono portare a risultati approssimativi o non soddisfacenti.

In questo articolo non c'è sicuramente la soluzione per la foto perfetta ma vuole rappresentare solo una serie di piccoli suggerimenti che possono tornare utili in alcune situazioni e quindi permettere di portare a casa 
(si spera!!) qualche buona immagine.



VELOCITA' E TEMPI DI OTTURAZIONE
SOGGETTO DIREZIONE DEL MOVIMENTO
Verso la fotocamera Trasversale (90°) Diagonale (45°)
Uomo al passo 1/30 sec. 1/125 sec. 1/60 sec.
Uomo in corsa 1/60 sec. 1/250 sec. 1/125 sec.
Atleta in corsa 1/250 sec. 1/1000 sec. 1/500 sec.
Ciclista 1/250 sec. 1/1000 sec. 1/500 sec.
Cavallo al galoppo 1/500 sec. 1/2000 sec. 1/1000 sec.
Auto a 50 km/h 1/250 sec. 1/1000 sec. 1/500 sec.
Auto a 160 km/h 1/1000 sec. 1/4000 sec. 1/2000 sec.


SUGGERIMENTI SULLE CORREZIONI MANUALI DELL'ESPOSIZIONE
SITUAZIONE PROBLEMA SOLUZIONE
Pista da sci coperta di neve Sottoesposizione (neve grigia) Aumentare l'esposizione di +1.5
Soggetto su spiaggia con sabbia e mare luminosi Sottoesposizione (il soggetto sarà troppo scuro) Aumentare l'esposizione di +1.5
Soggetto molto scuro Sovraesposizione (soggetto grigio) Diminuire l'esposizione di -1.5 o -1
Paesaggi con 2/3 di cielo luminoso con foschia Sottoesposizione ( il primo piano sarà troppo scuro) Aumentare l'esposizione di +1
Controluce - persona od oggetto contro il sole Sottoesposizione (il soggetto apparirà come una silhouette) Aumentare l'esposizione di +2, in alternativa usare il flash
Soggetto sotto un riflettore circondato da zona buia Sovraesposizione Diminuire l'esposizione di -1
Paesaggio con sole Forte sottoesposizione Aumentare l'esposizione di +2.5

Un' altro consiglio è stabilito dalla "regola del sole" che recita : "...se c'è il sole usate F/16 come apertura e il valore ISO come tempo di scatto da impostare manualmente."  (Fonte NG)

Ovviamente questi vogliono solo essere dei consigli e vanno interpretati come stime o regole di buon senso, è evidente che sono infinite le varianti che si possono incontrare e di conseguenza i risultati che si possono ottenere.



Home